Il prezzo del gas europeo ha toccato 62,27 euro al megawattora il 22 luglio 2026, il livello più alto da quando è iniziato il conflitto tra Stati Uniti e Iran, dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. In bolletta l’effetto non è immediato: chi ha un’offerta indicizzata lo vedrà a partire dalle fatture di agosto.
In questa guida trovi cosa sta succedendo nel Golfo, perché uno stretto a migliaia di chilometri dall’Italia muove le quotazioni del metano, la differenza tra TTF e PSV, quando il rialzo si scarica davvero sulla tua bolletta e cosa puoi fare adesso per limitarne l’effetto.
Perché la chiusura dello Stretto di Hormuz fa salire il prezzo del gas
Lo Stretto di Hormuz è il passaggio obbligato tra il Golfo Persico e l’oceano: prima dell’escalation militare vi transitava all’incirca un quinto degli scambi mondiali di gas naturale liquefatto (GNL), oltre a una quota rilevante del petrolio trasportato via mare. Quando i transiti si fermano, l’offerta globale si restringe e i prezzi all’ingrosso reagiscono subito. Non serve che il blocco tocchi fisicamente l’Europa: basta che tolga dal mercato una fetta dell’offerta perché tutti i compratori finiscano per contendersi i carichi rimasti.
È esattamente quello che è accaduto a luglio 2026. Dopo una fase di distensione a giugno, con una riapertura temporanea dello Stretto, la ripresa dello scontro tra Washington e Teheran ha riportato il blocco, e i sistemi di tracciamento marittimo hanno registrato un crollo dei passaggi di navi nel giro di pochi giorni. A pesare è anche il ritardo nella ripresa a pieno regime degli impianti di liquefazione qatarioti, danneggiati durante il conflitto.
La corsa dei prezzi, seduta dopo seduta
Le rilevazioni sul TTF di Amsterdam riportate dall’agenzia ANSA raccontano una salita continua nell’arco di poche settimane:
- 14 luglio 2026: chiusura a 53,65 euro al megawattora, con un rialzo del 4,6% in una sola seduta.
- 16 luglio: quotazioni in chiusura a 55 euro.
- 17 luglio: ulteriore rialzo dell’1,83%, a 55,79 euro.
- 20 luglio: balzo del 4,6%, che porta il contratto a 60 euro.
- 22 luglio: chiusura a 62,27 euro, massimo dall’inizio del conflitto.
Dall’inizio del 2026 il prezzo del gas europeo è più che raddoppiato. Il confronto con la crisi del 2022 resta però impietoso nella direzione opposta: allora il TTF superò i 300 euro al megawattora, quindi i livelli attuali, per quanto elevati, restano lontani da quel picco.
Il gas risente più del petrolio perché la quota di GNL che passa da Hormuz, in gran parte proveniente dal Qatar, non ha rotte alternative: o attraversa lo Stretto, o resta ferma. Il greggio dispone invece di qualche valvola di sfogo in più, tra oleodotti che aggirano il Golfo e scorte strategiche, e per questo ha reagito con meno nervosismo.
TTF e PSV: quale indice conta per la bolletta italiana
Quando si parla di “prezzo del gas” a livello europeo si cita quasi sempre il TTF (Title Transfer Facility), il mercato all’ingrosso con sede nei Paesi Bassi che fa da riferimento per l’intero continente. Le offerte italiane a prezzo indicizzato, però, sono agganciate in genere al PSV (Punto di Scambio Virtuale), l’hub italiano del gas.
I due indici non coincidono, ma sono strettamente collegati: il PSV segue l’andamento del TTF con uno scarto legato ai costi di trasporto e alle condizioni locali. In pratica un rialzo del TTF come quello di queste settimane tende a trasferirsi sul PSV, e quindi sulle bollette indicizzate italiane, nel giro di poche settimane, perché le offerte variabili aggiornano il prezzo della materia prima mese per mese.
Per capire come si muove l’indice italiano nel tempo puoi leggere il nostro approfondimento sull’andamento dei prezzi del gas PSV in Italia.
Quando il rincaro arriva davvero in bolletta
È la domanda che conta, e la risposta è meno immediata di quanto suggeriscano i titoli di giornale: tra la seduta di borsa e la tua bolletta passano settimane.
Per i clienti del Servizio di tutela della vulnerabilità il meccanismo è pubblico e verificabile. La componente che copre i costi di approvvigionamento, chiamata CMEM, corrisponde alla media delle quotazioni registrate nel mese di riferimento sull’hub italiano PSV nella sua versione day ahead. A calcolarla è l’Autorità, che la pubblica entro i primi due giorni lavorativi del mese successivo.
Ecco l’andamento del 2026 secondo i valori ufficiali ARERA, in euro al megawattora:
| Mese | CMEM (€/MWh) |
|---|---|
| Gennaio | 37,75 |
| Febbraio | 35,21 |
| Marzo | 52,12 |
| Aprile | 46,01 |
| Maggio | 46,89 |
| Giugno | 47,18 |
Il dato più recente disponibile è quello di giugno 2026, pari a 47,18 €/MWh, che ARERA ha comunicato in aumento dello 0,3% rispetto a maggio, con quotazioni all’ingrosso sostanzialmente ferme. Tradotto: la bolletta che stai ricevendo in questi giorni non contiene ancora il rialzo di luglio.
Il valore di luglio, quello che incorpora la corsa verso i 62 euro, sarà pubblicato nei primi giorni lavorativi di agosto e si rifletterà sulle fatture emesse nelle settimane successive. Chi ha un’offerta indicizzata sul mercato libero segue una logica analoga, con tempi che variano da fornitore a fornitore ma raramente inferiori al mese.
Se non sai se la tua offerta è a prezzo fisso o indicizzato, questo è il momento giusto per controllare: confronta le offerte luce e gas con Billding e scopri in pochi minuti se la tua tariffa regge il confronto con il mercato.
Cosa significa per le bollette di luce e gas
L’impatto dipende dal tipo di contratto:
- Offerte a prezzo indicizzato: il costo della materia prima segue le quotazioni all’ingrosso, quindi i rialzi di luglio si rifletteranno sulle prossime bollette. Vale per il gas, ma anche per la luce: in Italia una parte consistente dell’energia elettrica è prodotta da centrali a gas, per cui il prezzo dell’elettricità tende a salire insieme a quello del metano.
- Offerte a prezzo fisso: la componente energia resta bloccata fino alla scadenza delle condizioni contrattuali. Chi ha sottoscritto un fisso nei mesi scorsi è protetto da questa fase di turbolenza.
- Clienti vulnerabili in Maggior Tutela: le condizioni sono aggiornate da ARERA. Per il terzo trimestre 2026 l’Autorità ha disposto un aumento del 4,6% della bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile, motivandolo anche con il “persistente quadro di incertezza a livello internazionale” che pesa sulle quotazioni attese delle materie prime. La spesa annua del cliente tipo vulnerabile si attesta comunque a 591,86 euro, in lieve calo rispetto ai dodici mesi precedenti.
La durata del blocco farà la differenza: uno Stretto chiuso per settimane o mesi manterrebbe la pressione sui prezzi e finirebbe per alimentare anche l’inflazione generale, attraverso i costi di produzione e trasporto.
L’Italia rischia di restare senza gas?
Sul fronte delle forniture fisiche la situazione italiana è migliore di quanto il clima di allarme lasci pensare. Dopo il taglio del gas russo l’Italia ha diversificato le fonti puntando su gasdotti alternativi e soprattutto sul GNL, con nuovi rigassificatori entrati in servizio negli ultimi anni.
I numeri sugli stoccaggi lo confermano. Al 28 luglio 2026 i depositi italiani risultano riempiti al 74,3%, circa 19 punti percentuali sopra la media dell’Unione Europea, ferma al 55,7%, e con i maggiori volumi già accumulati nel continente. L’obiettivo europeo del 90% di riempimento è in larga parte coperto dalle aste primaverili, mentre diversi partner europei viaggiano molto più indietro.
Il punto debole resta Hormuz: una parte del GNL diretto in Europa parte dal Qatar e deve attraversare lo Stretto. Finché il blocco dura, quelle navi non arrivano, e la concorrenza tra Europa e Asia per i carichi disponibili altrove spinge i prezzi verso l’alto. Il rischio concreto per l’Italia, quindi, non è il razionamento ma il prezzo: riempire i serbatoi negli ultimi mesi prima dell’inverno costerà di più se le quotazioni restano su questi livelli.
Sul ruolo dell’Autorità nel regolare il mercato energetico italiano trovi di più nella nostra guida su ARERA e la regolazione dell’energia in Italia. Altre guide su tariffe, indici e risparmio sono raccolte nella sezione luce e gas del blog.
Gli aiuti già previsti per chi ha la bolletta pesante
Chi rientra tra i beneficiari del bonus sociale ha una misura di sostegno già operativa, indipendente dalla crisi di queste settimane. Il decreto-legge 21/26 ha introdotto un contributo straordinario da 115 euro a favore dei clienti domestici titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico alla data di entrata in vigore del provvedimento, il 21 febbraio 2026.
ARERA ha definito le modalità di erogazione: il contributo è riconosciuto in automatico e in un’unica soluzione, senza bisogno di presentare domanda, direttamente in fattura e con evidenza separata dalle altre voci. A erogarlo è il fornitore che serviva il cliente alla data indicata, anche se nel frattempo ha cambiato venditore. Lo stanziamento complessivo è di 315 milioni di euro per il 2026.
Se non sai se hai diritto al bonus sociale, la verifica parte dall’ISEE del nucleo familiare: le soglie sono aggiornate ogni anno dall’Autorità.
Cosa fare adesso: tre mosse concrete
In attesa di capire quanto durerà la crisi, ci sono tre verifiche alla portata di chiunque:
- Controlla che tipo di offerta hai. In bolletta trovi l’indicazione del prezzo della materia prima: se è indicizzato (PSV per il gas, PUN per la luce), i rialzi di questi giorni ti riguardano direttamente e li vedrai da agosto.
- Verifica la scadenza delle condizioni. Anche i prezzi fissi hanno una durata (12, 24 o 36 mesi): se il tuo blocco scade a breve, il rinnovo potrebbe arrivare in una fase di mercato teso. Muoversi in anticipo conviene, e cambiare fornitore di energia è gratuito e senza interruzioni della fornitura.
- Confronta le alternative a prezzo bloccato. In una fase di volatilità un’offerta a prezzo fisso funziona da assicurazione contro i rialzi: sul mercato ci sono proposte con blocchi anche di 36 mesi, come quella analizzata nella nostra guida su Alperia Smile Easy Summer Luce.
Prima di firmare qualsiasi rinnovo, fai una simulazione gratuita con Billding: bastano i dati della tua bolletta per vedere quanto pagheresti con le migliori offerte disponibili e decidere se bloccare il prezzo ora.
Domande frequenti
Perché il prezzo del gas sta salendo a luglio 2026?
La chiusura dello Stretto di Hormuz, legata all’escalation tra Stati Uniti e Iran, ha tolto dal mercato circa un quinto del commercio mondiale di gas naturale liquefatto. Le quotazioni europee sono salite di conseguenza: il 22 luglio 2026 il TTF di Amsterdam si è fermato a quota 62,27 euro per megawattora, il livello più alto da quando è iniziato il conflitto.
Quando il rincaro del gas arriverà in bolletta?
Non subito. La componente materia prima del gas tutelato (CMEM) viene calcolata da ARERA sulla media mensile del PSV del mese di riferimento e pubblicata entro i primi due giorni lavorativi del mese successivo. Il valore di giugno 2026 è 47,18 €/MWh: il rialzo di luglio si vedrà nel dato pubblicato a inizio agosto e nelle bollette emesse nelle settimane seguenti.
Cosa sono TTF e PSV e quale incide sulla bolletta italiana?
Il TTF è l’indice del mercato all’ingrosso europeo del gas, con sede nei Paesi Bassi; il PSV è il Punto di Scambio Virtuale, l’indice di riferimento del mercato italiano. Le offerte gas indicizzate in Italia sono agganciate in genere al PSV, che però tende a muoversi insieme al TTF: un rialzo europeo si trasferisce quindi anche da noi.
L’Italia rischia di restare senza gas quest’inverno?
Il rischio riguarda il prezzo, non la disponibilità. Al 28 luglio 2026 gli stoccaggi italiani sono riempiti al 74,3%, circa 19 punti sopra la media dell’Unione Europea, ferma al 55,7%. L’obiettivo europeo del 90% è già coperto in larga parte dalle aste primaverili.
Chi ha un contratto a prezzo fisso deve preoccuparsi?
Nell’immediato no: con un prezzo bloccato la componente energia non cambia fino alla scadenza delle condizioni contrattuali. Conviene però controllare quando scade il blocco: se il rinnovo cade in una fase di mercato teso, il nuovo prezzo proposto potrebbe essere più alto e vale la pena confrontare le alternative per tempo.
Come posso proteggermi da nuovi rincari del gas?
Verifica in bolletta se la tua offerta è a prezzo fisso o indicizzato e quando scadono le condizioni. In una fase di tensione sui mercati, un’offerta a prezzo bloccato mette al riparo dai rialzi; un confronto tra le proposte dei fornitori permette di capire se c’è margine di risparmio rispetto alla tariffa attuale.